Quando un luogo diventa casa: la nostra prima vera esperienza di viaggio lento

Il viaggio lento non è solo spostarsi meno, ma fermarsi davvero. In questo articolo raccontiamo la prima volta in cui un luogo è diventato casa, tra vita quotidiana, piccoli rituali e senso di appartenenza.

L’idea di questo viaggio lento

Siamo nell’aeroporto di Bangkok ed entrambi stiamo scorrendo Facebook come dei pazzi. Dopo aver prenotato una guesthouse temporanea a Krabi, dove siamo diretti, dobbiamo capire dove avremo davvero vissuto per i prossimi mesi. Nei vari gruppi Facebook di local e residenti a Krabi e Ao Nang troviamo tantissimi annunci, di prezzi e categorie diverse. 🇹🇭

Per noi è sufficiente un appartamentino con

  • una camera
  • un salotto dove lavorare
  • una cucina

e di quel tipo ce ne sono davvero molti. Iniziamo quindi a scrivere ai proprietari e agli agenti immobiliari delle abitazioni che ci piacciono, e fissiamo degli appuntamenti.

Si crea così una lunga lista di case da andare a vedere di lì a qualche giorno.

Da turisti ad abitanti temporanei

Visitando i vari appartamenti ci sentiamo elettrizzati: stiamo per affittare la nostra prima casa assieme in un posto molto lontano dall’Italia. Ci vengono offerti monolocali squallidi, appartamentini carini e abitazioni molto ampie ma tenute non nel migliore dei modi.

Fino a quando, al termine della prima giornata, arriviamo in questo condominio immerso nella natura, su una stradina piccola e un vicinato tranquillo. L’agente, una ragazza sui trent’anni, ci accoglie con il classico sorriso thailandese e il wai, e ci accompagna alla porta di ingresso.

L’appartamentino al terzo piano ci colpisce così forte che non abbiamo dubbi: quella sarebbe stata la nostra casa. Confermiamo la cosa e il giorno dopo firmiamo il contratto d’affitto seguendo tutto l’iter burocratico thailandese: siamo ufficialmente in affitto ad Ao Nam Mao, un piccolo villaggio vicino ad Ao Nang. 🏡

Così, siamo passati da turisti vaganti in costante movimento ad abitanti temporanei di un luogo che ci avrebbe fatto innamorare.

⭐ Vuoi provare anche tu? Leggi la nostra guida su come vivere in affitto in un appartamento in Thailandia.

I primi giorni

Inizia davvero il nostro viaggio lento. Il primo giorno decidiamo di andare a fare una grande spesa nel supermercato vicino per comprare tutto ciò che serve per la casa, e al mercato per comprare frutta, verdura e altro cibo per i primi pasti. Colmi di borsette, saliamo fino all’appartamento con l’ascensore ed entriamo.

Davanti a noi si presenta un grande salotto luminoso con due spaziose scrivanie, mentre sulla destra dell’ingresso c’è la cucina, ricca di ripiani e mensole. A sinistra invece la porta del bagno, moderno e ampio, ben diverso da quelli delle guesthouse. Facciamo due passi e l’oceano ci saluta da poco lontano: un’immensa porta finestra ci mostra il terrazzo vista mare, dove sono posizionati il tavolo e le sedie; oltre ad essi vediamo le piccole long-tail boat che partono dal porto, la spiaggia naturale circondata da palme e un’enorme montagna dove cresce una vegetazione tropicale verde e fitta. L’ampio salotto accoglie anche il letto dove avremo dormito per tante notti. 🌅

I primi giorni li passiamo a personalizzare la nostra casetta e ad esplorare il vicinato, in cerca di quelli che sarebbero diventati di lì a poco i nostri luoghi abitudinali.

Vista panoramica dall'appartamento in affitto in Thailandia

Creare abitudini

Dopo qualche giorno, la routine si è già formata. ✨

Appena svegli facciamo colazione in terrazzo con la frutta fresca del mercato e dei biscotti tipici thailandesi, godendoci la luce del sole mattutino che illumina le onde. Poi ci prepariamo e scendiamo, saliamo in sella alla moto e guidiamo per soli 5 minuti fino alla piccola spiaggia deserta, dove ogni tanto compaiono qualche local a camminare o un paio di pescatori che gettano a mano le loro reti.

Qui ci godiamo il caldo all’ombra delle palme, qualche volta facciamo amicizia con bambini thailandesi o con qualche cane che ci viene a fare le feste, e soprattutto facciamo il bagno nel pieno della pace. E pensare che a qualche chilometro da noi, ad Ao Nang, si trovano folle di turisti.

Altre mattine invece andiamo nei soliti mercato e supermercato di fiducia a fare la spesa, o al tempio buddhista vicino casa a trascorrere del tempo. Risaliamo a casa per cucinarci il pranzo, che mangiamo sempre in terrazzo.

Nel pomeriggio lavoriamo da casa, o a volte nel bar vicino immerso nelle piante, sorseggiando uno fruit shake o un tè thai ghiacciato senza latte. All’ora di cena ci godiamo il tramonto dal terrazzo e osserviamo i moltissimi pipistrelli che migrano dalla montagna, prima di cucinare e mangiare in salotto. 🌅

Nel weekend esploriamo le zone vicine in moto, piene di local e ignorate dai turisti, e ci ritroviamo ad ammirare luoghi naturali mozzafiato. Il sabato sera è dedicato al night market di Krabi, dove iniziamo a conoscere le persone degli stand e ad assaporare del fantastico street food.

Vivere il viaggio lento

Le semplici giornate si trasformano così in momenti ricchi e preziosi. Avremmo potuto continuare a girare ed esplorare altre zone della Thailandia, ma abbiamo preferito sperimentare questa vita, e la scelta si è rivelata perfetta per noi. 🐢

Rallentare ci permette di vivere la giornata godendoci ogni momento, facendo poche attività ma vivendole appieno. Ci siamo creati piccole abitudini che ci accompagnano ogni giorno, e la routine si è formata naturalmente. In questo modo abbiamo stravolto l’idea di viaggio: non più una fuga, ma presenza. Ogni piccola azione quotidiana ci regala emozioni forti e ci fa sentire vivi e felici.

Tempio buddhista thailandese

Domande frequenti (FAQ)

Cosa significa “vivere un luogo come se fosse casa”?

Significa immergersi nella quotidianità di un posto: fare la spesa nei mercati locali, rispettare i ritmi del luogo, parlare con le persone del posto e vivere non da turista ma da abitante temporaneo.

Perché vivere un luogo da local cambia il viaggio?

Perché permette di scoprire la cultura in modo autentico, di creare connessioni reali e di vivere esperienze che non si trovano nelle guide turistiche.

Come si può vivere un luogo più lentamente?

Restando più a lungo nello stesso posto, scegliendo quartieri residenziali, costruendo routine, camminando molto e lasciando spazio all’improvvisazione.

Quali sono i vantaggi del viaggio lento?

Meno stress, più consapevolezza, maggiore connessione con le persone e un impatto più leggero sull’ambiente e sulla comunità locale.

🌏Scopri gli itinerari dei luoghi che ci hanno fatto sentire a casa

Itinerario di 1 mese o più in Thailandia
Viaggia nel Paese del sorriso che ci ha fatto emozionare e scoprire che ci sono luoghi che si possono chiamare casa anche molto distanti dall’Italia

🌱 Itinerario di 3 settimane tra nord e sud della Thailandia
Un itinerario più corto ma che consente comunque di vivere il viaggio lento e autentico, seguendo i ritmi dei local

🌾 Itinerario di 3 settimane in Indonesia, tra Java a Bali
Scopri le meraviglie dell’Indonesia, tra vulcani attivi e templi maestosi a Java e natura incontaminata e spiritualità nell’Isola degli Dei


Fine?

Forse no. Perché quella casa, quella strada polverosa, quella spiaggia silenziosa ci hanno insegnato qualcosa che continua a seguirci ovunque andiamo:

➡️ non è il tempo a definire un luogo, ma come ci lasciamo attraversare da esso.

Abbiamo scoperto che “casa” può essere un terrazzo affacciato sul mare, una routine improvvisata, un sorriso ricevuto ogni mattina.

E forse, alla fine, vivere il viaggio lento significa proprio questo:

➡️ permettere ai posti di prendersi il loro spazio dentro di noi.

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